Erwin Rizzardi
Paese di provenienza: ITALIA
Abita a: Predaia (Italia)
Conosciamo l’artista:
Erwin Rizzardi nasce il 20 Luglio 1996 tra le Dolomiti e i meleti della Val di Non, in Trentino, Italia.
Sin da piccolo viene contaminato dalle influenze rurali dell’artigianato locale, influenza che lo porterà successivamente a sperimentare e imparare nuove tecniche anche grazie ai
numerosi viaggi compiuti nel mondo.
Si diploma in lavorazione dei metalli e successivamente in costruzioni, ambiente e territorio.
Dopo anni di lavoro in vari ambiti a livello europeo e internazionale, decide di tornare nel paesino dove tutto è iniziato.
Da allora si occupa di progettazione, realizzazione e installazione di opere nel campo dell’arte, design, artigianato ed eventi.
La contrapposizione ha un ruolo fondamentale nella sua ricerca, enfatizzando il binomio uomo – natura, tendendo ad utilizzare materiali tipicamente da costruzione accostati a
materiali naturali.
L’idea è insinuare il dubbio nell’osservatore, tentando di capire dove si possa trovare il limite tra queste due fazioni così distanti e al contempo vicine. Un intreccio che può essere
costruttivo e al contempo distruttivo.
Proposta per il percorso “Predaia Arte e Natura” 2025:
A partire dal 1611 e fino al 1615 l’Anaunia fu teatro di un lungo processo di stregoneria dal tragico epilogo: dieci persone, sette donne e tre uomini, furono strangolate e poi bruciate sui roghi allestiti davanti al noto Palazzo Nero di Coredo, e altre diciannove furono condannate a pene pecunarie o corporali.
La condanna a morte sul rogo non era inflitta direttamente dalla Chiesa ma dall’autorità civile, che faceva sua una sentenza dell’autorità ecclesiastica ed emetteva una propria condanna provvedendo all’esecuzione.
Oggi, oltre 400 anni dopo, la paura della diversità continua.
L’opera, composta da lastre di corten arcuate e intrecci di rami di nocciolo, evoca un dialogo tra memoria storica e riflessione sul potere dell’opinione. Le strutture in corten, con il loro aspetto ossidato e bruno, si ergono come simboli delle fiamme del rogo, richiamando l’ardente inquisizione. I rami di nocciolo, contorti e spogli, si insinuano tra le lastre, rappresentando i corpi piegati, le vite spezzate e la connessione con la natura, spesso accusata di essere fonte di stregoneria.
“Catarsi” invita lo spettatore a osservare il passato con occhi nuovi, trasformando il dolore in consapevolezza. Un simbolo del ricordo che permane anche dopo la distruzione, un monito contro l’ingiustizia travestita da giustizia.







