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Paese di provenienza: ITALIA

Abita a: San Giovanni in Persiceto – Bologna (Italia)

Sito web: www.marcellomagoni.it

Conosciamo l’artista:

Marcello Magoni nasce a Bologna nel 1978 e si forma come scultore presso l’Istituto Statale d’Arte e l’Accademia di Belle Arti della città, diplomandosi con il massimo dei voti. Studia con maestri come Nicola Zamboni e Mauro Mazzali, e nel corso degli anni affianca all’attività artistica esperienze come insegnante e collaboratore in ambito artigianale e museale.

Dal 2007 si dedica esclusivamente alla scultura, partecipando a simposi, esposizioni e realizzando numerose opere pubbliche in terracotta, ferro e bronzo, soprattutto nel territorio bolognese.

Le sue opere sono visibili in spazi pubblici e musei all’aperto, tra cui Cà la Ghironda e diverse aree urbane di San Giovanni in Persiceto.

Appassionato di musica, in particolare Heavy Metal, affianca all’attività artistica quella musicale. Vive e lavora a San Giovanni in Persiceto dal 2012.

Proposta per il percorso “Predaia Arte e Natura” 2025:

“Le fiabe son spesso adornate di funghi
E son mele candite,
Che rosse e coperte di zucchero, ai rospi son cara dimora
Amanite”

“Lo Sgabello del Rospo”, Bruno Rubino

Si dice che i rospi abbiano l’usanza di sedersi su alcuni funghi. Non è chiaro quale dei due esseri viventi ceda all’altro le rispettive proprietà velenifere, ma
nell’immaginario popolare rospi e funghi sono strettamente connessi.

Così come lo sono a loro volta con la stregoneria.

I rospi sono un soggetto iconografico che ho esplorato numerosissime volte nel corso della mia attività e che mi è estremamente caro per svariate ragioni, dalle
memorie di infanzia a tutto il repertorio di significati simbolici che questo amabile anfibio racchiude.

“Perché i rospi?” Questa è una domanda che mi viene posta molto spesso e alla quale cerco di rispondere ogni volta in maniera diversa, sfruttando la ricchezza di interpretazioni a cui si presta la doppia natura metamorfica dell’animale.

In occasione del suggestivo tema “Mistero e Stregoneria” ho trovato particolarmente calzante riproporre questo animale guida, una sorta di famiglio che mi accompagna
sempre.
In chiave alchemica, il rospo rappresenta (anche) la putrefazione, la macerazione, la nigredo, l’opera al nero, la fase più toccante e destabilizzante dell’intero processo.
Come si può vedere nel modello in scala che ho abbozzato in plastilina, il rospo, dopo aver deciso di salire sul fungo, usa le mani per cercare di ricomporre la dualità
in una sfera, un braccio verso l’alto, uno verso il basso. Solve e coagula.
Sulla schiena c’è una cerniera a lampo semiaperta, in forma di vescica piscis, attraverso la quale si intravede una sfera d’oro sotto la scorza rugosa della pelle.

OPERA REALIZZATA

LO SGABELLO DEL ROSPO